martedì 31 agosto 2010

La Berlino parallela - Breve cronaca di pochi minuti dentro e fuori dall'esistente

Direttamente dal Moleskine di Berlino:

Sto assistendo ad una scena incredibile. Due persone, nel buio della mezzanotte all'esterno di una Neue Nationalgallerie illuminata solo dalle luci di un lampadario, della luna e della città, ma tutte così lontane da lasciare l'ambiente intero nella penombra, beh, due persone ballano un tango accompagnate soltanto dallo scrosciare di un ruscello o di una fontana - non so cosa sia, non riesco a vedere cos'è - e dal silenzio della notte. Si mescolano alle ombre che avvolgono il luogo, ora alle colonne dell'edificio, ora alle foglie degli alberi, ora riemergono dall'oscurità del pavimento proiettando le loro sagome sullo sfondo dei grattacieli lontani di Potsdamer Platz. Mentre i loro piedi scivolano strisciando sul pavimento, io stesso vedo a stento quello che sto scrivendo. Il tango del silenzio.

Passo avanti, e la notte di luna continua a gettare un'atmosfera di penetrante irrealtà su ciò che mi circonda. Sento una melodia che, nonostante la breve distanza che ho percorso, non raggiungeva il luogo in cui mi trovavo prima. È strano, lo so, non ho fatto altro che girare intorno all'edificio, ma sono sicuro che il silenzio sia stato rotto solo adesso. Ed è un nuovo silenzio quello che irrompe nell'aria: il silenzio di un sassofono. Un uomo di cui non riesco a vedere il volto, un paio di cuffie a coprirgli le orecchie e lo strumento in mano, completamente da solo, suona delle note che non ho mai sentito, e che probabilmente non sentirò mai più. Suona per sé, o forse suona per la luna. Forse suona per me, questo non saprei dirlo. E cammina, e gli si inarca la schiena quando tocca le note più alte, mentre si abbassa verso il suolo quando intona i bassi. È tardi. Forse. Comunque sia, decido di andare. E mi lascio alle spalle le melodie silenziose di un universo parallelo.

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