domenica 19 settembre 2010

Uomo


Nasce l'esser tuo dallo scrosciar perpetuo,
scorrere incessante d'impetüose acque,
brillano diafane, carezzan lidi e i fondi
e il nobile principio dell'esistenza tua:

è oro, non altrove è la tua essenza,
tradita per millenni dalla forma
inflitta ed autoinflitta da quei fabbri
che vollero forgiarti e congelarti,
malignamente dandoti l'aspetto
di una bilancia con due soli arti.

E finsero l'argento nei tuoi piatti,
fissaron le tue membra appena nate
con viti e vecchi chiodi arrugginiti,
parole travisate o modellate
a imago di color che travestiti
apparvero alla stirpe come agnelli.

Ma in verità,
in verità vi dico
la falsità e l'inganno,
sono il nettare degli esseri in catene.
Sei libero, o schiavo tra gli schiavi,
tu, uomo,
che oro della terra e degli oceani
nascesti, a dare una ragione,
un peso, un valore,
una bellezza, una visione
disomogenea e dissonante
a questo mondo che ti è padre,
e che è figlio dei tuoi occhi,
eternamente grato ad essi
per esser la sostanza dei suoi sogni.

Uomo,
sei oro tu di forma e di sostanza.
Riluce il tuo profumo,
solo manifesto
all'uomo senza patria.

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